Reboot

Tutti i vecchi post verranno archiviati e da gennaio il sito avrà nuove tipologie di articoli e opzioni.
Buon fine anno

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APRIRE UN DOJO

Ricordate che si diceva quanto fosse difficile aprire un Dojo, un corso, in un’altra città? Ricordate quel post?
E ricordate il post dei lavori in corso?
Bene,ci siamo riusciti!
io ed Ale,la mia esperta di fiori di Bach. Abbiamo organizzato un corso speciale speciale.
Da Dicembre potete trovarci anche dalle parti di Roma ;) .
Se vi interessa, mailate gente,mailate.

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FOTO

Capita girovagando nel web di visitare siti di altri insegnanti. Spesso hanno una cosa in comune:
Foto con il maestro famoso.
E mi metto pure io nel gruppo.
Quelle foto mi fanno sempre un effetto grottesco: il protagonista abbraccia il tizio famoso.Sono tutti e due sorridenti.Sono foto da turisti, uguali a mille altre.
Me le guardo e dico “porca vacca,ma pure io so così!”.”Ci sono cascato pure io!!!”
Le trovo grottesche perchè oscillano tra la giustificata ammirazione verso il maestro famoso (che raggiungi dopo diversi sacrifici), alla ricerca di credibilità attraverso la foto (vedete! tizio famoso mi abbraccia e sorride!mi sono allenato con lui, ergo sono speciale!”), al cercare con quell’immagine di darci quella sicurezza interiore che non abbiamo. Perchè in fondo sappiamo dove manchiamo.
Purtroppo anche io l’ho fatto, e magari oggi diversa gente che mi contatta,non l’avrebbe mai fatto se non avessi avuto i riflettori di zio Stephen addosso.
Ma io? Io sono presuntuoso ed egocentrico ;) e pretendo di essere bravo nonostante il nome del mio Maestro.
Io valgo indipendentemente da chi frequento come studente.
Quelle foto da turista le ho,e non le levo così mi ricordo in futuro di non basare il mio “potere personale” sugli altri, non giustificandolo dicendo “il mio maestro è….” ma solo dimostrando cosa so fare davvero. Nomi a parte.

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3° PUNTO DEL CREDO IN 3 PUNTI

“Credo nei miei insegnanti,mostro rispetto a chiunque mi aiuti ad imparare e progredire”
Il 3° punto del credo in 3 parti del To-shin do recita così e un ammonimento del mio M° Stephen K Hayes ricorda di “vivere e fare nostri” questi punti come parti essenziali per una vera progressione ed un reale miglioramento”.E sono parte integrale del programma tecnico.
Ma vogliamo analizzarlo bene?Si,va!
La prima parte dice “Credo nei miei insegnanti”.Se non credo in chi mi insegna,non potrò mai diventare migliore o bravo in qualcosa.C’è però da ricordarsi che se siamo allievi,non abbiamo le capacità per giudicare chi insegna.Un allievo al 2° anno di medicina non può giudicare un cardiochirurgo con 30 anni di esperienza, perchè semplicemente non ne ha le capacità,le conoscenze e l’esperienza. Se lo facesse si renderebbe solo ridicolo per la sua presunzione.Quindi prima di dire “sto maestro non fa al caso mio” una bella dose di autocritica e U.M.I.L.T.A. sarebbe l’ingrediente giusto per non fregarci da soli come polli.
La seconda parte dice “mostro rispetto a chiunque mi aiuti a progredire e imparare”.Al di la della ovvia parte,ossia la riconoscenza verso chi ci aiuta a migliorare,c’è un lato meno evidente di questa frase,ma estremamente essenziale: L’umiltà. di nuovo,sì.l’umiltà è l’arma numero 1 per chi voglia diventare davvero forte!
Posso riconoscere che qualcuno mi sta aiutando a migliorare solo se ho spirito di autocritica e solo se sono in grado di essere umile.Non ci si può vedere da fuori senza l’umiltà.Vedrei solo quello che desidero vedere,e non quello che è in se,privo dei miei filtri.Senza l’umiltà non riconoscerò mai che qualcuno mi sta aiutando.Se il mio insegnate sarà duro o apparentemente cattivo,non vedro la vera direzione della sua forza,ma la prenderò solo come cattiveria,scarsità,povertà e me ne andrò,perdendo magari un buon insegnate.Mi ingannerò pensando che solo un complimento è un segno di riconoscimento e di avanzamento e non afferrerò che anche una durezza e una parola amara possono essere segni che chi ci insegna ci sta guidando verso il potenziale che desideriamo raggiungere e sviluppare.L’addestramento vero nelle arti marziali non è solo fatto di complimenti,ne le asperità a cui si sottopone un vero guerriero sono solo fisiche.Anche uno schiaffo (e non intendo fisico) serve a migliorare. IN e YO, dolce e amaro.Verità e bugia come strumenti per guidare verso la vittoria,in questo caso lo sviluppo dello studente.
Ma l’allievo arrogante non comprende,non vede,non percepisce. Esce,sgrullando la testa e dicendo “che misero”,va per altre strade,convinto di aver capito, senza vedere che ha abbandonato una buona strada verso l’arricchimento personale per un’altra che difficilmente lo porterò da qualche parte.
Cari non umili,la salita in montagna è piena di piazzole di sosta.Con gli altri ci vediamo in cima,a bere grappa al rifugio :P

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E tu per cosa lotti?

Per un motivo misterioso,ogni volta che mi capita qualcosa,2 giorni dopo il mio Maestro ci fa un articolo sopra..o mi spia o sisamo davvero sintonizzati!eccovi la traduzione del suo ultimo post:

Due uomini si allenano per vincere dei combattimenti.
Uno lotta per battere altri uomini e ricevere gloria e guadagni. Lui combatte per se stesso.
L’altro lotta solo quando è costretto a difendere coloro che sono ingiustamente messi in pericolo. Combatte per gli altri.
Entrambi sono combattenti. Uno è forse più nobile dell’altro?
Vi è sicuramente un posto nell’allenamento nelle arti marziali per testarsi uno-ad-uno contro altri atleti, e saluto questo genere di campioni. Ma io mi sono dedicato a portare le arti marziali in un luogo diverso. Negli anni che mi rimangono, mi sono appassionatamente impegnato ad insegnare un metodo di combattimento intelligente e personale che possa essere utilizzato efficacemente da un protettore compassionevole quando aggressori brutali e crudeli manifestano il desiderio di dominare altri per piacere o profitto.
Alcuni mi chiedono: “Come potete dire quanto siete bravi, senza cercare mettervi alla prova in un ring o in una gabbia?”
Io rispondo: “Come potete dire quanto siete bravi voi se vi mettete alla prova solo in un ring o in una gabbia?”
Nella mia scuola, istruttori addestrati in armatura imbottita simulano assalti che nel mondo reale possono accadere, per permettere agli studenti di testare le loro tecniche e il loro spirito anche sotto ad una’alta pressione.
Come scuola per protettori, ci alleniamo per situazioni molto diverse da un ring di una gara. Il nostro obiettivo non è quello di sconfiggere avversari, ma di sviluppare le abilità di combattimento e le conoscenze per portare la pace quando gli altri potrebbero scegliere il bullismo, la violenza o l’omicidio. Noi insegniamo il tipo di consapevolezza, gli atteggiamenti e le tecniche necessari a porre fine a una lotta con un attaccante più grande, o contro diversi attaccanti o di contro un attacco a sorpresa, o un avversario sleale, o un aggressore armato, e poi portare tutti in sicurezza – molto diverso dalle abilità e competenze necessarie per vincere un premio ad una gara consensiente. Nel nostro dojo, scenari multipli, distrazioni verbali e attacchi di sorpresa abbondano. E sì, a volte andiamo anche a testarci uno contro uno in stile gara, con alcune restrizioni ragionevoli, per vedere quanto siamo bravi sotto pressione.
Dal momento che stiamo insegnando le tecniche di lotta per porre fine al più presto, io sento anche fortemente che è di primaria importanza insegnare un codice etico per la vita come parte di un sistema di combattimento elevato, e di essere in grado di dimostrare il codice etico del vivere ai miei studenti in ogni movimento che faccio dentro o fuori il tatami. Nella mia scuola, gli studenti imparano e testare un nuovo pezzo del nostro codice etico guerriero di sistema ad ogni passaggio di qualsiasi cintura colorata che guadagnano.
Non vorrei mai mettere in mano un fucile caricato ad un bambino a cui non è stato insegnato a rispettare e temere la potenza del proiettile. Non voglio insegnare tecniche di rottura delle ossa, provocando danni alle articolazioni e agli organi senza insegnare la diffidenza per il potere potenzialmente seducente e corrutivo del poter dominare, “sottomettere”, umiliare, mutilare o uccidere un altro essere umano.
Stephen K hayes

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MAESTRI IMPROVVISATI E MAESTRI INDAFFARATI

Mi dicono che in città qualcuno si improvvisa insegnante di To-shin do.Non so se sia vero o meno,e non è molto importante neppure(a parte che il mio è l’unico nome italiano sul sito di An-shu Hayes). Ma non ci si improvvisa chirurghi e nemmeno insegnati di arti marziali.
Intanto non basta imparare delle tecniche prese da una lista di un corso base per principianti.Ci sono lati dell’arte che non si imparano dal dvd.Profondità che si possono esplorare solo con un insegnate qualificato,che sappia guidarci nei lati dell’arte dove il sentire l’energia ha più senso dei muscoli.E umiltà per capirle.
Poi c’è anche da sapere come insegnare,la tecnica della didattica.Non si può insegnare a tutti allo stesso modo.Bisogna essere in grado di strutturare un corso,progettare le lezioni ritagliandole sulle caratteristiche dei studenti.Poi c’è la necessarietà di avere nozioni di pronto soccorso, conoscere la legislatura italiana in termini di difesa personale e per quanto riguarda le arti marziali in genere.E poi ancora saper gestire una palestra a livello manageriale.In più,un insegnate deve avere sensibilità psicologica e lavorare con con il cuore,al solo beneficio di tutti.
Quando vedete un insegnate del Quest in keikogi, pensate che c’è più lavoro dietro, del semplice allacciarsi una cintura o sventolare un diploma. Ci sono ore e ore di corsi dietro,caratterizzati da viaggi lontano da casa e da impegni economici di una certa importanza, di studi su libri, di allenamenti costanti per portare allo studente un insegnamento PROFESSIONALE, di qualità, privo dai rischi dell’improvvisazione.
Scegliete da che dottore andare: dr house o il dr Nick Riviera di simpsoniana memoria?

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SEI UN TRUFFATORE!!

Un gruppo su facebook mi annovera tra quelli che chiamano “truffatori” del mondo delle arti marziali (http://www.facebook.com/group.php?gid=143170655697838&ref=ts).
A che titolo avrei truffato,non lo so.
Intanto accusare qualcuno di essere un truffatore è reato.Un reato pure serio.E passibile di denuncia.
In secondo luogo il promotore di questa diffamazione,che si chiama Piero Adorni,eccovi la pagina fb:http://www.facebook.com/profile.php?id=1659706418&ref=ts
asserisce delle PURE MENZOGNE!
Scrive “TO
SHIN DO. Dicono di fare difesa personale. A me non sembra. Ovviamente, e
questo lo so per certo, non combattono mai, ma si limitano a fare
forme.”
vediamo un pò:
1)Non conosco ne ho mai visto in vita mia questo Pietro Adorni.
2) Se il nome,come la foto secondo me,è un fake,un falso…beh,la cosa si commenta da se,no? Io in quello che scrivo ci metto la faccia,il telefono e pure l’indirizzo.Chi usa nickname e foto finte,evidentemente ha qualcosa da nascondere.
3) il corso base di To-shin do è totalmente privo di kata (le forme che dice lui).Semplicemente non esistono! Dove li abbia visti è mistero totale e cosa divertente,non lo sa nemmeno il mio Maestro. I kata saltano fuori,ma solo in corsi extra curriculum. Quindi se venite un giorno qualunque al Dojo non li vedete.O abbiamo di fronte un nostradamus,o un harry potter,più probabilmente, una persona che si diverte a raccontare balle.E se non ci credete,vi spedisco a casa tutto il programma di base.Se trovate un insegnamento per kata vi ringrazio.In tanti anni io non li ho trovati mai.
4) Non combattono mai.
Il Sig Adorni,in un passaggio contro un altro insegnante di ancona,lo sfida pure minacciandolo “Mi rendo disponibile per un incontro face-to-face con (censura), poi vediamo se ha ancora voglia di fare l’imbecille.Io non vivo lontano da Ancona… Aspetto vostre notizie. Questi cazzari, truffatori le devono smettere di prendere per il culo la gente. Se nessuno fa nulla, vorrà dire che ci penserò io! “.
Altro reato sig Adorni.E’ illegale minacciare e sfidare la gente.
La mia scuola non combatte ,(in cosa poi,gare?Combattimenti da strada?Partite ai videogame?Birra e salsiccia?Cosa?) per il semplice motivo che non ci interessa.Ho studenti di tutti i tipi e nessuno interessato. Se qualcuno me lo chiederà,cambierò per quel solo studente,piano di allenamento.Ma le gare,mma-vale tudo ecc,non mi interessano.Ho combattuto in passato con atleti di Vale Tudo e mma,persone di cui serbo un bel ricordo e con cui mi riallenerei con piacere,perchè furono momenti di studio per tutti e due.Non per una sterile sfida a chi ce l’ha più lungo.
Caro Sig. Adorni,se fossimo nel Giappone di 200 anni fa la sfiderei pure io come lei fa all’altro insegnante.Purtroppo o per fortuna,faccia lei (anche se so dirà che è una fortuna per me), viviamo in Italia,che ringraziando Dio ha delle leggi.E sfidare è reato.Pensi che casino diverrebbe la società se si facessero liberamente i duelli rusticani! Che ridicolaggine.
Intanto,visto che si erge a paladino della verità e della giustizia,le faccio notare che ha detto menzogne sul To-shin do senza conoscere il sottoscritto ,senza esserci allenato e senza essere mai entrato nella mia scuola,e sopratutto senza che io abbia mai truffato chi che sia, ma accusando al sicuro dietro una maschera,di certo non si offenderà se le ricordo che è a rischio di denuncia.Se davvero crede nella giustizia,sorrida.
In secondo luogo,non ho nulla da nascondere.Sarebbe potuto venire al mio Dojo,chiedere di allenarsi,che tra l’altro la prova è gratis,e poi esporre le sue conclusioni e dubbi.Non mi tiro mai indietro e se c’è da imparare,sono il primo ad ascoltare e studiare.Come testimoniano i miei vari maestri (Hayes è solo uno,ne ho e ne ho avuti tanti,in tanti campi).
I veri artisti marziali fanno cosi. Sorridono.
Gli altri,invece, si divertono a calunniare coperti da un vigliacco anonimato su internet.
Con pochissima stima
Luca Paniconi

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KOYOKU (UN Pò DI DECENZA,GRAZIE)

Esistono tecniche “vive” e tecniche “morte”.Le riconoscete facilmente: le tecniche vive sono quelle dove c’è spirito,intelligenza, ragionamento e studio.Non solo allenamento fisico.Sono come certi libri vissuti,spiegazzati e ingialliti dalle numerose volte che il lettore li ha sfogliati.
Le tecniche morte sono quelle fatte senza tutto questo.Fatte scimmiottando qualcuno,senza ragionarci e senza capirne le motivazioni profonde.le radici,i perchè.fatte per soddisfare l’ego,per giocare ad un gioco di ruolo,senza lo “sforzo” essenziale a far crescere qualcosa.Queste se assomigliano ad un libro,sono di sicuro un libro ancora incelofanato e dimenticato nella libreria.
Se girate su youtube, cercatevi qualche tecnica… fatta da diverse scuole.Vedrete la differenza tra una tecnica viva e una morta.
Esempio…cercate koyoku koto ryu.Osservate e ragionate.Se un buttafuori ti tirasse un gancio(ad esempio),fatta in quel modo va bene? Oppure non funzionerebbe? E se siete donne e un tizio più grosso e forte vi vuole prendere per i capelli? Quel maestro come la fa? e Perchè? e l’altro? Perchè la fa in quest’altro modo?
Troverete esempi veramente tristi.Cercate di vedere anche come la propone An-shu Hayes .Poi decidete quale secondo voi è una tecnica viva e quale morta.
Io intanto,se non sono sicuro di ciò che faccio e della qualità con cui lo faccio,non mi metto alla berlina su youtube ;)

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COME TI CUCINO ICHIMONJI IN 100 RICETTE E SENZA SUGHINI.

Ahhhh….e ichimonji si fa così,e si fa cosà..metti i piedi così,mettili a 45 gradi,mettili a 34 mettili a 65 e un pò…
Girate per qualche scuola e ve la proporranno in cento modi diversi.E chi ha ragione?
Tutti,no?! Chi ha più lingua e più chiacchiera imbonisce meglio la folla.
Come i vecchi truffatori da fim western.
Ecco la ricetta del vero ichimonji:
1) prendete il vostro egocentrismo e presunzione…il “io ho ragione” isterico e buttateli via
2) compratevi dei libri di storia giapponese.
3) contattate qualche professore universitario specializzato in storia giapponese e parlateci.
4) adesso che conoscete usi e costumi storici da fonti certe e non per sentito dire (ok,è un lavoro faticoso..lo so che è più comodo e facile prendere per buono quello che ci dice il tizio che ho davanti a priori,sulla fiducia) fate una cosa fighissima,che darà gusto al tutto…
5) scrivete a zio stephen (trovate la mail su www.skhquest.com) e sentite la sua,poi ragionate e sperimentate.
Sti ichimonji liofilizzati e precotti hanno rotto,e come ha detto una volta Zio Steph. “è immorale insegnare così”

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