Credere in se stessi

Uno degli elementi più importanti e basilari nella nostra arte marziale del To-Shin Do è la fiducia in se stessi.

Il nostro “ Credo in 3 punti” , uno speciale codice di comportamento che recitiamo prima di ogni seduta di allenamento, al suo primo punto, ricorda come l’affermare la fiducia in se stessi e nelle proprie potenzialità, sia un requisito fondamentale per una costruttiva evoluzione personale.

Ad un livello basilare  (ed infantile ) è difficile immaginare un guerriero forte e potente che  avesse scarsa stima in se stesso e nelle sue abilità: fosse stato così, Miyamoto Musashi sarebbe stato solamente un oscuro e dimenticato contadino delle campagne feudali Giapponesi.

Esplorando più in profondità il concetto, “ credo in me stesso, ho fiducia in me, posso raggiungere i miei obbiettivi” , come recita il già citato primo punto del credo, diventa chiaro come questo sia una delle fondamenta più importanti per la difesa personale e per la propria evoluzione personale.

Ad esempio, una  delle prime e fondamentali tecniche utilizzate da chi vuole approfittarsi di te ed abusare della tua vita, è appunto il minare la tua capacità di credere in te stesso, offuscare la visione che tu hai della tua persona.

Pensate ai pseudo-maghi, cartomanti e simili, ad esempio:

Nel momento stesso che una persona va da un mago, per chiedere la soluzione ad un problema che non riesce a risolvere, mette in atto un meccanismo pericoloso (e un pò subdolo). Delega il proprio potere personale a qualcun altro. Semplicemente sedendosi alla scrivania del “mago” ,ha già posto la sua mente in una modalità in cui non guarda , non riconosce e non considera la possibilità che in se possano esistere le potenzialità per creare il cambiamento che cerca. Delega ad una fonte esterna il suo benessere. E’ come se dicesse “ in me non c’è potere, solo dall’esterno può arrivarmi aiuto”.

Da canto suo il “mago” accentua questa malsana predisposizione, spiegando e proponendo uno scenario in cui lui è il solo tramite per l’uscita dal guaio.

Questo sistema, questo “delegare”, come lo chiamo io, ad una fonte esterna ( un mago, un’entità misteriosa invisibile, l’alcol o la droga,in forme più semplici ed evidenti ) è estremamente contraria a ciò che insegniamo nel To-Shin Do.

Nella nostra arte marziale insegniamo che ognuno di noi ha dentro di se tutte le potenzialità, tutte le risorse e tutti i “ poteri ” (potere= capacità di ) per generare il risultato che desideriamo avere nella nostra vita. Questa presa di coscienza della realtà del nostro potere personale viene supportata e applicata tramite il nostro curriculum tecnico, che copre tutte le aree del potere fisico e mentale, dando una strutturata e sistematica guida per applicare nella realtà i principi su cui è fondata la nostra arte.

Come ultimo elemento essenziale per rendere il principio del “riconoscere la realtà del proprio potere personale” in un risultato concreta nella vita quotidiana, c’è il circondarsi di persone positive ,che condividano gli stessi principi e gli stessi simili obbiettivi. I compagni di allenamento , ad esempio, condividendo gli stessi ideali della scuola, diventano un “terreno ferite “ dove coltivare il nostro sviluppo personale. E’ ovvio che l’ambiente sociale influenza la persona, e che un ambiente composto da persone critiche, pessimistiche , invidiose o scoraggianti (negative, per semplicità ) non è il posto migliore per sperare di ottenere un buon risultato.

Ora….quando e come ti hanno fatto dubitare di te stesso? Resta attento!

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