SPRAY O NO SPRAY?

In un articolo apparso ieri sul Corriere Adriatico, leggo dell’ennesima polemica circa gli spray al peperoncino.

La questione attuale ha più un tono politico che tecnico ma sfiora comunque il tema della sicurezza personale.

Gli spray al peperoncino possono essere certamente un diversivo, ma appunto solamente un diversivo, non certo una soluzione ad una situazione di conflittualità!

Possono essere considerati una versione “moderna” dei Metsubushi, le polveri accecanti, utilizzate dai Ninja del Giappone per distrarre uno o più assalitori e guadagnare così la via di fugga. Spesso contenuti all’interno del guscio di un uovo svuotato , i Metsubushi venivano o lanciati con tutto il loro contenitore, che rompendosi sull’aggressore creava una nuvola accecante , o  quest’ultimo veniva rotto in mano per poi lanciare la polvere a sorpresa sul viso del avversario. Ovviamente questo stratagemma non eliminava il guaio, ma era appunto solo una distrazione per guadagnare qualche secondo prezioso di tempo, e di spazio.

In ugual modo i moderni spray possono essere eccellenti per distrarre un aggressore,ma hanno un lato pericoloso (in parte sulla salute, secondo alcuni studi non ancora completati), ed è quello del generare un falso senso di  sicurezza.

Una cosa che ogni essere umano ha nella sua testa è l’amigdala, “il cervello rettile”, quella parte del nostro “computer” che contiene i programmi di sopravvivenza sviluppati in secoli di evoluzione. In caso di un’aggressione, a  QUALUNQUE essere umano, l’amigdala si attiva, rilasciando adrenalina e serotonina. Le conseguenze fisiche sono molteplici, tra cui un irrigidimento dell’addome e una scarsa lucidità (consultate un medico per maggiori dettagli o il bellissimo libro di Enry Plee “l’arte sublime ed estrema dei punti vitali” che contiene uno studio approfondito circa questa reazione fisica in relazione all’autodifesa). Una persona priva di qualsiasi forma di addestramento nel gestire e controllare le reazioni psicofisiche indotte dall’amigdala sarà inevitabilmente priva della lucidità necessaria a gestire uno spray in maniera sicura per se stesso. Siete stati mai in una situazione critica in cui dovevate prendere velocemente un oggetto e vi siete trovati impacciati e maldestri? Ecco, avete un’idea, ma con un’aggressione sarà peggio. E’ biologia, non ‘ un’opinione!

Un’ottima capacità di auto protezione invece richiede l’abilità nel evitare il potenziale pericolo. Se questo non è evitabile, di gestione dello stesso al fine di evitare che esploda. Ancora, se questo non è possibile, è necessario essere addestrati a gestire la violenza al fine di annullare il pericolo e portarci in un posto sicuro.

L’uso dello spray è al meglio solo un istante di un protocollo formato da più step. Un’autodifesa basata sull’intelligenza non si affida ad uno strumento dedicato ma sa utilizzare oggetti di uso quotidiano per potenziare le possibilità di successo.

Nel To-Shin Do i nostri studenti imparano  ad usare il corretto allineamento muscolo/scheletrico, la forza di gravità e ad usare armi improvvisate come una penna, una t-shirt, un asciugamano o quant’altro è comune nella loro quotidianità per agire con successo ed efficacia, in accordo con le leggi dello stato! Il tutto seguendo un protocollo che chiamiamo  “ Le 5 D del successo”.

Imparate ad essere più intelligenti e non affidate la vostra sicurezza ad un unico oggetto dedicato!

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