Non aprire una fumetteria

Nel 1996, dopo aver dato l’esame di stato, aprii una fumetteria, un negozio di fumetti.

Ero un vero appassionato:
Leggevo qualunque cosa fosse in versione fumetto,specialemnte se aveva un supereroe nella storia.
A parte la passione c’èera un’altra leva che mi spinse a farlo. Non volevo lavorare “sotto padrone” come si dice. Volevo essere libero di determinare le mie scelte e di non dover sottostare agli ordini di nessuno. Per la stessa ragione non ho mai fatto il militare.
Avere qualcuno che ti ordina che cosa fare, che decide le tue giornate e che vincola la tua libertà, non era davvero qualcosa che volevo sperimentare.

Fatto sta che anni dopo , questa pillola amara, questa cicuta, me la sono dovuta su.bire tutta.
Beh, come dicevo faccio l’esame di stato e subito mi butto a studiare per l’esame del rec, registro esercenti il commercio. All’epoca non esisteva l’autocertificazione per il commercio non alimentare e dovevi studiare e dare un esame per poter prendere la partita iva.
Per dicembre dello stesso anno apro il mio negozio, fatto a fantasia ed insesperienza mia.
Ricordo che era tutt’altro che perfetto e nei primi giorni, tutt’altro che fornito.
I primi 3 segnali che indicavano che ero un cieco alla guida di un’auto, che la mia insesperienza del commercio in generale e del fumetto nello specifico fu:

  1. La prima volta che suonò il fax (’96, internet non era quello di oggi) e sentii il caratteristico fischio, pensai fosse uno scherzo di un burlone.Al terzo tentativo di inviarmi un fax urlai al telefono, sempre pensando che fosse un rompiscatole.Quando la Panini mi telefonò spiegandomi che non riuscivano ad inviarmi il fax e quando la segretaria dall’altro capo mi spiegò, con immensa compassione, come funzionava un fax, mi sentii un completo idiota.
  2. Per i primi mesi non comprai il registratore di cassa. Al mio commercialista venne un infarto!
  3. Sempre per i primi mesi non ordinai nulla di warhammer, il famoso gioco con miniature, per la sola ragione che mi stava antipatico.
Insomma, del commercio non capivo nulla, non sapevo nulla e nella caratteristica arroganza giovanile pensavo di sapere tutto e avere tutte le risposte.
Alla fine, dopo anni di fatica per tenere il posto aperto, anni in cui imparai sulla pelle, con gli errori, come si doveva lavorare,e le lezioni imparate dagli errori, sono quelle più dure da digerire.
Vendetti il negozio per il miraggio del posto fisso.
Giusto in tempo per vedere i posti fissi estinguersi come il dodo.
Complimenti per il tempismo, Luca!
Morale della storia, come dice Montemagno nel suo video, NON SEGUIRE LE TUE PASSIONI!
Parliamo di arti marziali.
Sei da anni un appassionato di Arti Marziali.Pratichi Judo, Karate o quello che ti pare.
Magari sei senza lavoro o vuoi liberarti dal dover avere un boss, dai colleghi che non sopporti, e ti dici ” Apro un Dojo e campo di arti marziali!”
Magari hai l’idea che poi si lavori meno, più facilmente, con più divertimento.
Beh, se segui la tua passione , finirai facilmente indebitato e affamato.
Avere la passione non significa saper generare profitto da quell’argomento.
Ti piace il Krav Maga, sei bravissimo nel praticarlo,bene,ottimo.
Non significa che hai le conoscenze per generare profitto da quello.
Nel momento in cui vuoi lavorare con la tua passione, stai spostando la manopola del tuo analizzatore di spettro (ehi, ho studiato elettronica!) su di un’altra frequenza. Il fatto che parli di arti marziali è circonstanziale, adesso il focus è il businnes. Ed è su quello che devi prepararti.
Cosa sai del businnes delle arti marziali? Molto facilemente poco o nulla.
La maggior parte dei tuoi colleghi facilmente insegna per Hobby, dalle 3 alle 6 ore alla settimana, dopo che hanno finito con i loro lavori diurni.
Molto probabilmente nessuno di loro applica , studia o ricerca strategie di mercato per promuovere la propria attività. Probabilmente non hanno un sistema di ritenzione dello studente, non raccolgono dati sulla loro attività e tutta la loro iniziativa promozionale è riassunta in alcuni flyer appesi nel più vicino centro commerciale.
Quindi il primo consiglio pratico:
  • Stappati una birra o fatti un the, Vai a sederti sotto un albero o su di uno scoglio e calmati! L’entusiasmo, così osannato negli ultimi anni dai filosofi del pensiero positivo, qui non ti serve. Hai bisogno di una mente Vulcaniana, razionale e fredda come quella del dr House o Spock. Pensa al caso peggiore che potrai affrontare: debiti che non puoi pagare. Sei pronto a prenderti il rischio del dover affrontare pagamenti quando non hai soldi?A gestire l’ansia che ne deriva?Hai un piano B e C , come fa Batman, in caso di disastro? Bene, Se non lo hai pensaci. Partire dal lato peggiore, preparandosi al peggio , è la cosa più onesta e sana che puoi fare per te.
  • Inizia a fare una bella lista delle cose che conosci, di cui hai esperienza e di quelle di cui non hai esperienza. E nella lista “Cose che conosco” la voce arti marziali adesso non ci interessa. Businnes, Marketing, Social media menagement, grafica. Sono alcuni degli argomenti che dovrai gestire. Se non hai queste conoscenze puoi ottenerle .Amazon e Udemy sono due strumenti fantastici a tal proposito. Se non puoi, come ovvio, sapere tutto ed essere bravo in tutto, puoi applicare una delle regoline del mio amatissimo scrittore Tim Ferriss e delegare? Quanto ti costerà? Pianifica (c’è quel bel detto, che non ricordo di chi sia , fail to plain, plain to fail).
  • Conoscenze specifiche nelle arti marziali: l’America è piena di autori che fanno formazione specifica per i futuri businnessman delle arti marziali. Comincia a considerare la possibilità di leggere libri o seguire dei seminari di Stephen Oliver, Michel Messie , Adam Mitchel o John Graden. Visita i loro siti, compra i loro libri e studiali. Attento! Le loro conoscenze si riferiscono al mercato americano. Quello Italiano è diverso e qui e là dovrai fare alcune variazioni.(Stephen oliver spesso offre gratis uno dei suoi libri….tieni gli occhi aperti sui social)
  • Fai due conti. Matematica, calcolatrice , penna e block notes: quanto vuoi tirare su di “stipendio”?E’ inesatto parlare in questi termini, ma dobbiamo capirci. 1000€? 1500? ok, segna e moltiplica per 12 (i mesi). Quanto ti costa l’affitto del futuro dojo? Moltiplicalo per 12. E luce, acqua e gas? E le tasse?Si…lo so, ma devi pagarle. Segna pure loro. Ora somma tutto e dividi per 9. Perchè per 9? perchè tra una festa e l’altra e l’estate, più o meno non lavorerai per 3 mesi….anche se starai aperto!La gente da giugno a settembre diminuisce. Sii preparato. Ora la cifra che hai ottenuto, va divisa per il mumero di studenti che hai o che pensi di riuscire ad ottenere. Hey, se adesso comincia a sembrarti duura, considera che questa è la versione semplificata, tanto per fare una chiacchierata assieme. In questi conti dovresti infilarci pure il fattore drop out, quanti studenti perdi al mese o all’anno e la tua capacità di ritensione degli stessi…mica pizza e fichi!
  • Ma c’è la gente? Ecco, dove abiti? Com’è strutturata la popolazione?Non andare a braccio. A braccio avrai solo la tua opinione basata su come percepisci tu la tua città. Prendi dei dati demografici. Se usi ‘sto benedetto google per altro che non sia cercre gattini su youtube, puoi avere un sacco di strumenti.Considera che circa un 5% della popolazione si interessa alle arti marziali…e sono stato eccezionalemente ottimista. Hai i numeri?E hai la capacità e le strategie per attirare chi apparentemente non è interessato?
Questo dovrebbe bastare per dimostrare l’idea iniziale di questo post:
NON SEGUIRE LE TUE PASSIONI!