La lezione introduttiva

Anche se sono passati circa 30 anni ricordo bene la lezione introduttiva la mia prima classe di arti marziali :
Semplicemente non ci fu.  
Tipo, se c’era lui eravamo fuggiti subito.

Io e mio fratello entrammo nella stanza dove si praticava Judo, il maestro ci fece salire sul tatami e semplicemente iniziamo a seguire la lezione.
Ricordo che non avevamo un keikogi  ma indossavamo delle semplici tuta da ginnastica e già questo ci faceva sentire a disagio, in qualche modo diverso dagli altri studenti e avevano il loro kimono bianchi. In più eravamo scalzi che per noi era una novità in casa e le altre attività sociali non si sta mai scalzi.
Ci lanciavamo delle occhiate tra noi tentando di imitare quello che facevano gli altri pensando “ ma che cavolo stiamo facendo?! “


Anche se confusi e disorientati dalla nuova esperienza rimanemmo e continuano a prendere lezioni di judo e fummo anche contenti di quella prima lezione.  E’ comunque facile immaginare Che altri tipi di  potenziali studenti avrebbero rinunciato a d intraprendere la pratica del judo,  dopo aver provato una situazione di disorientamento disagio .


La lezione introduttiva ad un nuovo potenziale studente è uno dei momenti più importanti per chi lavora nelle arti marziali,  perché è il momento in cui l’insegnante presenta la sua scuola e la sua professionalità.
Il potenziale studente entra in un dojo per valutare la sua eventuale adesione al corso, facendo un gesto coraggioso , ed è per lui un momento molto delicato:
Sta entrando in un ambiente completamente sconosciuto, dove un gruppo di persone, apparentemente già coeso, è occupato in una pratica in un certo modo violenta ,relazionandosi tra loro con termini e rituali completamente sconosciuti.
Immagina di doverti avvicinare ad una tribù primitiva occupata in un rito attorno al fuoco.Sei così rilassato, eh?!
Un bravo insegnante , e un ottimo businessman, dovrebbe curare con estrema attenzione la lezione introduttiva, questo momento così delicato per il nostro futuro studente.
Ci sono alcuni piccoli  dettagli che possiamo seguire:


  1. Benvenuto: Stabilisci la durata della lezione introduttiva. Dagli una struttura. Presumere che il cliente abbia tempo da perdere , non dare importanza al suo temp o o pretendere che sia a tua completa disposizione denota solo trascuratezza ed egocentrismo da parte tua. Il tuo tempo è prezioso, dagli valore e dai valore al tempo del tuo potenziale studente dando un termine preciso di inizio e fine alla lezione introduttiva. Un esempio di quello che potresti fare è usare i primi 10/15 minuti per presentare la tua scuola. Se hai un dojo tuo, fagli fare un tour del locale e mostragli le attrezzature e le aree di cui è composta la tua scuola. Passa poi a descrivere i modi e i rituali usati dentro la tua scuola, come si sale sul tatami o come si entra nell’area di pratica, come si saluta ad inizio e fine lezione, le minime norme di sicurezza come non indossare anelli ed orecchini….fai in modo che questo mondo alieno gli sia meno alieno e che si senta meno disorientato. Passa poi alla descrizione dei corsi e i piani di studio offerti ( spero tu non abbia un unico corto buono per tutti…non funziona) e il manuale della scuola dotato del regolamento interno (non lo hai? Fallo!).Dagli anche dei flyer con i tuoi prossimi eventi,dagliene qualcuno in più in modo che possa condividerlo con degli amici. Il tutto dovrebbe durare circa 10/15 minuti.Se puoi, non tenere il tuo interlocutore in piedi, ma fallo sedere in ufficio se lo hai (nel mio vecchio dojo lo avevo), e offrigli un piccolo presente. Io regalavo degli omamori, dei portafortuna giapponesi,ma puoi optare per qualunque cosa, dalle t-shirt alle penne personalizzate.Vedi cosa è più in sintonia con la tua pratica.Piccolo trucco, offrigli del thè giapponese e un dolcetto. Perchè? Perchè psicologicamente siamo più amichevoli con chi ci offre cibo.Lo fanno in Marocco e funziona.
  2. Lezione privata. Dagli una mezz’ora di lezione privata. In questo modo gli toglierai l’imbarazzo di non sapere cosa fare in mezzo ad altre persone. Ritrovarsi in mezzo a gente sconosciuta e fare qualcosa che non hai mai fatto prima mette a disagio la maggior parte delle persone. Non vuoi che il tuo nuovo studente si senta un imbranato o un cretino. Qualunque sia lo stile di arti marziali che insegni, vorrai che si senta a suo agio e arricchito dall’esperienza che gli stai offrendo. Una lezione privata di 30 minuti dovrebbe darlgli le conoscenze base per trovarsi a suo agio nella successiva lezione di gruppo. Le basi dei calci, pugni o cadute o prese, a seconda dello stile che insegni e come approcciarsi con il compagno, come chiedere allo stesso di fermarsi, dovrebbero essere i principali argomenti.
  3. Lezione di Gruppo.Se non lo stesso giorno, prendi appuntamento ed invitalo per una lezione di gruppo.Fallo seguire dal tuo studente più esperto in modo che abbia un buon supporto. Alla fine della lezione invitalo in ufficio e proponigli il tuo corso base (su come disegnare i corsi scriverò più avanti). Una buona idea usata molto in america è regalare la divisa con cui praticate e far indossare la cintura bianca solo alla fine, per segnare e celebrare con tutti il primo, coraggioso passo fatto dal nuovo studente.Al di là del lato molto “americano” , l’essere ugualmente vestito al resto del gruppo, toglie una buona parte dell’imbarazzo iniziale al nuovo potenziale studente, e toglie a te insegnante l’antiestetico problema di avere una classe di persone ognuna vestita come gli pare. Una classe tutta omogeneamente vestita da un senso di ordine e disciplina, argomenti che generalmente sono insiti nella pratica marziale. Un gruppo dove uno è in calzoncini da mma e maglietta ufc e un altro in tuta da ginnastica grigia e scalda-polpacci anni 80, vicino ad un altro in hakama, da solo l’idea di disordine, oltre essere l’incubo di un ossessivo/compulsivo. Facci caso.


Idealmente una lezione introduttiva dovrebbe essere a pagamento.
Lo so che molti di voi vedono diabolica la natura dei soldi, e questo sarà un’altro argomento per il futuro, ma pensate questo:
In mancanza di altri parametri, il valore è determinato dal prezzo
Dato che il vostro cliente non ha le conoscenze per valutare la vostra arte e voi stessi, o non sarebbe lì , il prezzo farà si che sia percepito il valore di ciò che fate e di voi come professionista. Il vostro tempo è prezioso, ma se non gli date voi valore, di certo non glielo daranno gli altri.
A mio consiglio una lezione introduttiva come descritto in precedenza potrebbe costare intorno ai 30€. Regalando un keikogi, sia che si iscriva o meno, di fatto il potenziale cliente riceve in omaggio 1h di lezione, di cui 30 minuti privati (30 minuti privati con me costano 50€, giusto per fare una proporzione). Di fatto il potenziale cliente vi ha pagato o la tuta o la lezione. Vedete voi.

Piccolo appunto finale: non cercate di vendergli il corso o voi, ma dategli valore! Anche se non si iscrive, lasciate che vada via con la sensazione che comunque quel tempo speso con voi è stato utile!